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La Versione del Venerdì. L’infodemia che finisce per aiutare il virus

L’infodemia che finisce per aiutare il virus

23 Luglio 2021- La Versione del Venerdì di Alessandro Banfi

In un film che amo, “Le vite degli altri”, del 2006, c’è un inizio folgorante. È la lezione di un poliziotto della Stasi ad un’attonita classe di aspiranti spie della Germania dell’Est. Il poliziotto fa ascoltare la registrazione dell’interrogatorio di un dissidente. “Che cosa notate?” chiede il poliziotto addestratore ad allievi emotivamente sconvolti dalla durezza degli inquirenti e che non sanno come rispondere. Lui prosegue: “A distanza di ore l’imputato per rispondere usa le stesse parole, gli stessi identici termini. Significa che mente. Non dice la verità. La verità la si dice in mille modi, sempre diversi. La menzogna vive di una falsa costruzione, che può crollare se si esce dalla ripetizione pre confezionata”. II cinismo del poliziotto della Stasi non deve far velo: aveva perfettamente ragione.

L’ideologia nazista ha generato la teoria moderna sulla diffusione delle fake news: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”, diceva apertamente Joseph Goebbels, il fedelissimo di Hitler che troverà con lui la morte nel bunker di Berlino. Quel metodo è ancora usato. Recentemente uno studio dell’intelligence americana ha denunciato che solo una dozzina di persone nel mondo crea centinaia di migliaia di opinioni sui social che condizionano l’opinione pubblica con informazioni sbagliate sulla pandemia. “Infodemia” l’ha chiamata l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha inventato un termine apposito. Segno che questo fenomeno mondiale è una realtà importante.

Prendete la metafora della “stella gialla” sul petto. È un’immagine terribile perché evoca la più grande persecuzione e sterminio della modernità: indossare la stella gialla era un obbligo per gli Ebrei sotto il nazismo, primo stadio di quella tragica escalation che porterà ai Lager nazisti con 6 milioni di vittime. Ebbene sui social in queste ore, molti No Vax, Boh Vax, Ni Vax hanno paragonato la stella gialla ebraica al Green pass. Ogni giorno trovate centinaia di post che ripetono questa immagine menzognera. A poco sono valse le indignate proteste dei sopravvissuti alla Shoah ancora in vita, come Sami Modiano. Poco conta che una discreta parte di chi grida contro il Green pass usi abitualmente un linguaggio eversivo e anti democratico. Poco importa che l’ideologia No Vax sia la tipica ideologia di morte figlia delle deviazioni nichilistiche occidentali. Esattamente come il Nazismo. E come il Socialismo reale sovietico. A Berlino il corteo No Vax è stato rosso-nero.

Ci è voluto un Presidente del Consiglio non influenzato dal consenso dei social per dire una verità elementare: predicare il No Vax significa invitare a morire. La pandemia non ci ha reso migliori, non è andato tutto bene. Il mondo sopravvissuto al virus si mostra ancora più vulnerabile di fronte alla continua ripetizione della menzogna. C’è un solo modo di reagire: fare appello alla propria coscienza e alla propensione naturale verso la verità, che è dentro ognuno di noi.