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Intervista a Maria Grazia Mazzocchi – Rivedere gli orari del Castello? Sarebbe auspicabile

Intervista a Maria Grazia Mazzocchi. Rivedere gli orari del Castello? Sarebbe auspicabile

Continua il dibattito sulla necessità di prorogare gli orari di apertura dei musei milanesi

10alle5 Quotidiano ospita l'opinione di Maria Grazia Mazzocchi, presidente di MuseoCity.

Maria Grazia Mazzocchi, presidente di MuseoCity, da anni lavora con impegno e cuore per far crescere l’associazione e ampliarne l’offerta. MuseoCity è un’Associazione senza scopo di lucro che opera per la promozione e la valorizzazione del grande patrimonio museale milanese. Tutto questo viene effettuato tramite l’organizzazione di eventi e momenti di approfondimento culturale per un vasto pubblico. Per esempio: visite guidate gratuite, donazioni di sedute per rendere più comodi i lunghi percorsi interni, eventi teatrali e musicali ispirati alle opere più interessanti che coinvolgono i musei e i cittadini.

 

In qualità di presidente di MuseoCity, può darci un’idea di come si sta evolvendo la proposta culturale a Milano?

Mi sembra evidente la ricchezza di offerta culturale a Milano. Al festival urbano Milano MuseoCity, organizzato nel primo fine settimana di marzo insieme al Comune di Milano, assessorato alla Cultura, hanno partecipato quest’anno ben 80 musei. Ciascuno di loro ha aperto i propri spazi gratuitamente, offrendo ai visitatori la visione di un’opera d’arte mai esposta, oppure percorsi guidati, conferenze, eventi culturali anche musicali. Durante quel fine settimana i visitatori sono stati oltre 70.000. Questa ricchezza di arte nei musei milanesi però deve essere comunicata ad un ancor maggiore numero di visitatori, ed è importante anche che ciascuno museo sappia rivolgersi ai bambini e alle persone anziane, due categorie più fragili, che potrebbero trovare momenti di gioia e di serenità imparando a godere della bellezza dell’arte.

 

Quali sono le principali iniziative della vostra associazione?

La nostra associazione, oltre alla tre giorni di marzo, che si ripete ogni anno,  ha offerto nel corso del 2019, grazie al contributo di Fondazione Cariplo, e alla collaborazione gratuita di  Milanoguida, una giornata al mese di visite guidate ai musei, e anche  a luoghi  meno noti e altrettanto ricchi di elementi interessanti. Abbiamo realizzato a Cinisello Balsamo una proiezione all’aperto di fotografie selezionate tra i due milioni di immagini dell’archivio del museo MUFOCO.  Per novembre stiamo organizzando un pomeriggio di recite teatrali su testi scritti appositamente a Palazzo Morando e a dicembre ci sarà un altro momento teatrale al Museo di Alda Merini, in una zona difficile di Milano sud. E’ in dirittura di arrivo il progetto ‘Muse Dialoganti, 10 sedute per 10 musei’, col quale abbiamo donato, grazie alla generosa partecipazione delle aziende del design, a 10 musei altrettante sedute con l’intenzione di offrire un momento di contemplazione e di riposo alle persone in visita alle sale.  Speriamo che anche altri musei vogliano, seguendo seguire questo primo questo esempio.

 

Museocity è un’associazione destinata alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio museale milanese, con l’intento di coinvolgere una fascia sempre più ampia di cittadini, come pensa che questo progetto possa coinvolgere attivamente anche le periferie della città?

Già quest’anno abbiamo portato due eventi in due spazi museali a nord e a sud della città di Milano.

 

Rimanendo nell’ambito delle periferie, anche a prescindere dalle vostre attività, pensa che possa esserci un modo efficace per rilanciare a livello culturale queste realtà attraverso iniziative o eventi che le mettano in luce?

Credo che il recupero di diversi scali ferroviari, per esempio lo scalo Farini dove a breve si insedierà l’Accademia di Brera, il progetto Mind sul suolo di Expo, e molte altre iniziative in progresso possano risultare interessanti opportunità culturali per le nostre periferie.

 

Non crede che oggi i musei più che raccontarsi, dovrebbero riuscire ad ascoltare il pubblico, rivolgendosi soprattutto a coloro che non vanno al museo, per comprendere come proporsi al mercato?

Naturalmente è sempre importante ascoltare le richieste del pubblico, e proprio in quest’ottica MuseoCity ha realizzato una serie di interviste ai partecipanti  alle visite guidate gratuite con l’aiuto dell’Istituto Piepoli. A breve avremo il quadro completo. E’ comunque importante ricordare che compito dei musei resta quello di offrire ‘il vero’ ai loro visitatori, anche se ‘condito in molli versi’, ma senza mai scadere nel banale solo per attirare più gente. L’anno prossimo terremo un convegno con relatori provenienti da tutto il mondo sulle ‘best practices’ messe in atto nei loro musei. Ci sarà forse qualcosa da imparare anche per noi?

 

L’età dei direttori dei musei di Milano e la loro permanenza media a capo dei musei è molto elevata. Non crede che oggi ci vorrebbero dei giovani con nuove idee e visioni innovative alla guida dei musei?

Una domanda rischiosa, fatta ad una persona della mia età! I giovani sono certamente più ricchi di creatività e di energia, ma devono avere anche cultura ed esperienza, altrimenti potrebbero fare danni. In troppi campi vedo oggi persone, non solo giovani, prive di quella cultura di base che un tempo si studiava a scuola e si acquisiva in famiglia.  Aggiungere a questa cultura profonda sul valore del bello le conoscenze tecnologiche dei giovani di oggi sarebbe  certamente auspicabile.

 

Le celebrazioni per il 500esimo anniversario dalla morte di Leonardo hanno portato anche alla riapertura della Sala delle Asse, che ha avuto una grande risonanza. In molti hanno lamentato gli orari di chiusura della Sala, visitabile fino alle 16:30. Lei cosa ne pensa? Queste fasce ridotte di orario non sono anacronistiche rispetto alle esigenze del pubblico del 2019?

Non c’è dubbio che l’apertura dei musei pubblici, sia Comunali che Statali anche in fasce orarie serali sarebbe auspicabile per coinvolgere persone impegnate durante la giornata sul posto di lavoro. Questo sarebbe certamente un modo per trasformare i musei in luoghi di incontro e di condivisione. Per ora mi sembra che il costo e la regolamentazione turni di lavoro dei custodi sia un problema molto sentito in tutti i musei, un problema ancora difficile da superare e causa degli orari restrittivi di apertura di tantissime istituzioni. Speriamo in un prossimo futuro!