andrea cancellato fondo cultura

Andrea Cancellato: un Fondo per far ripartire il Paese con la cultura

Andrea Cancellato: un Fondo per far ripartire il Paese con la cultura

13 Aprile 2021- L'intervento di Andrea Cancellato

 

L’idea di promuovere un Fondo per la Cultura era stata lanciata da Pierluigi Battista sul Corriere della Sera il 26 marzo 2020 che chiedeva uno strumento d’investimento, garantito dallo Stato e aperto ai contributi dei cittadini, per sostenere il settore culturale che appariva, fin da allora, il più colpito dalla chiusura generalizzata di musei, cinema, teatri, festival, etc.

Federculture allora promosse, eravamo al 31 marzo 2020, un Appello che fu sottoscritto da tutte le imprese culturali italiane, da un’ampia platea di personalità e professionisti della cultura, oltre che da migliaia di cittadini attenti e partecipi.

A questo Appello fu data risposta dal Ministro Dario Franceschini con l’istituzione di un Fondo, grazie al DL 34/2020 “Rilancio”, il cui iter operativo è stato completato nel dicembre scorso e con l’insediamento della Commissione Tecnica di valutazione (composta, oltre che da me, dall’on. Lorenza Bonaccorsi, già Sottosegretario al Mibact, e da Eduardo Gugliotta, responsabile Servizio Incentivi dell’Istituto per il Credito Sportivo, che è il soggetto che amministrerà il Fondo) che avrà il compito di decidere sull’ammissibilità preliminare degli interventi alle agevolazioni del Fondo.

L’importanza di questo Fondo sta nel fatto che è il primo strumento che il Governo ha messo in atto che guarda avanti e non solo, come giustamente è stato fatto finora e probabilmente bisognerà fare anche per tutto il 2021, al passato, ai ristori per le perdite e per il lavoro mancato alla cultura, come ad esempio il Fondo emergenze mostre.

Il Fondo finanzierà, con prestiti agevolati a lungo/lunghissimo termine, investimenti, iniziative, progetti, attività delle imprese culturali italiane, pubbliche e private, in ogni assetto gestionale (Fondazioni, imprese sociali, enti pubblici, associazioni, etc).

Normalmente per ottenere un mutuo occorre avere un patrimonio da mettere in garanzia oppure dimostrare di avere una attività che permette di garantire la restituzione del prestito. le imprese culturali, di solito, non hanno patrimonio (anche le più importanti Fondazioni operano in strutture cedute in comodato da altri enti proprietari come i Comuni o lo Stato) e, in questo momento, nemmeno attività. Quindi, non avrebbero titolo ad avere credito in banca per prestiti di questo genere. La garanzia di Stato, grazie al Fondo, permetterà questi prestiti. Ecco la novità di questo strumento, per la prima volta attivato nel nostro Paese. Non contributi a fondo perduto ma finanziamenti per riprendere una attività che generi risorse e un circuito virtuoso.

Quello del Fondo di Garanzia per la Cultura è solo uno degli strumenti, cui altri molto importanti si dovranno aggiungere come, ad esempio, la defiscalizzazione dei consumi culturali (da portare in detrazione con la dichiarazione dei redditi come già facciamo con i medicinali) e l’estensione dell’Art Bonus a favore di tutti i soggetti e tutte le attività della cultura (così da estendere la platea dei contributi dei cittadini verso la cultura).

La ripresa dell’Italia, come più volte abbiamo affermato, passerà solo attraverso la cultura, attraverso un nuovo “welfare” che abbia al centro la vita culturale a tutti i livelli.

 

 

Andrea Cancellato

Presidente Federculture