distanze

“Mantenete le distanze!” – Fatta eccezione per i pendolari

Le misure per il contenimento del contagio da COVID-19 parlano molto chiaro e una delle regole ferree da rispettare è proprio quella di mantenere le distanze, evitando contatti fisici di ogni genere, dagli abbracci alle strette di mano. Forse nel caso di una popolazione calorosa come quella italiana questa è una delle regole più difficili da rispettare. Infatti, abbracci, baci e contatti sono all’ordine del giorno, insite nella nostra “Italianità”, ma la situazione delle ultime settimane è seria e va affrontata con tutte le misure del caso e dunque, “tutti ad almeno un metro di distanza gli uni dagli altri!”.

Una regola assolutamente sensata, che tutti vogliono seguire o almeno ci provano: dagli ingressi contingentati nei musei e nei luoghi di cultura all’annullamento degli eventi che prevedono aggregazione, dalla chiusura di luoghi quali cinema e teatri alla proposta di favorire lo smart working. Insomma, tutto molto positivo, se non fosse per una piccola falla nel sistema. C’è infatti una discreta parte della popolazione che non può permettersi di lavorare da casa e non può utilizzare mezzi propri per recarsi sul posto di lavoro, sono i pendolari. Persone che ogni giorno prendono treni, bus, metropolitane e tram. Luoghi chiusi, spesso sporchi e soprattutto affollati e sovraffollati; insomma, una perfetta condizione per la proliferazione dei batteri.

Ma quali sono le misure emanate per la tutela dei pendolari? La risposta è: nessuna! Anzi, con la chiusura delle scuole le corse sono state addirittura ridotte, alcune linee soppresse e, spesso, i treni utilizzati sono quelli più corti, con meno vagoni, anche nelle critiche ore di punta. Il risultato? Persone ammassate le une sulle altre e zero possibilità di mantenere le distanze. Sicuramente, voglio sperare, tutti i mezzi pubblici stanno subendo un importante processo di sanificazione, ma questo non basta. Bisogna garantire anche ai pendolari la possibilità di viaggare sereni, non stivati nei vagoni con la paura di uno starnuto o un colpo di tosse.

Perchè è piuttosto ridicolo, dopo aver trascorso un viaggio da incubo, ammassati gli uni sugli altri, tornare a casa e sentire dal telegiornale che il Nuovo Decreto prevede che si mantenga una di stanza di almeno un metro dalle altre persone. Sicuramente è un grosso controsenso, una falla del sistema appunto che, speriamo, possa colmarsi nel breve tempo per il benessere di Tutti, pendolari inclusi.  L’unica nota positiva di tutto ciò è una riduzione sensibile dei ritardi, forse non è molto, ma sicuramente qualcosa di cui gioire! Una magra consolazione…

 

Il pendolare indignato